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    <title>Il Popolo - Quotidiano del Partito Popolare Italiano</title>
    <description>il popolo, partito polare italiano, popolari, giornale, democrazia cristiana</description>
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      <title>Download</title>
      <description>In questa sezione puoi scaricare e stampare le pagine dell&#039;ultimo numero disponibile de &quot;Il Popolo&quot;, in formato PDF, semplicemente cliccando sulle icone in basso.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Cliccando la prima volta sull&#039;icona del file si apre un visualizzatore che ti permette di sfogliare i vari file disponibili per il download e cliccando nuovamente su quello che ti interessa si apre il file pdf con Acrobat.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Se non disponi di Acrobat, &lt;A href=&quot;http://www.adobe.it/products/acrobat/readstep2.html&quot;&gt;clicca qui.&lt;/A&gt;&lt;A href=&quot;http://www.adobe.it/products/acrobat/readstep2.html&quot;&gt; &lt;/A&gt;</description>
      <link>http://www.ilpopolo.com/241/Download</link>
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      <author>http://www.ilpopolo.com/</author>
      <authorEmail>ilpopolo@ilpopolo.com</authorEmail>
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      <title>Pagina 4</title>
      <description>&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;&lt;A href=&quot;http://www.ilpopolo.com/accesso/vis_dettaglio.php?primo_livello=menu&amp;id_livello=234&quot;&gt;[continua da pag. 3]&lt;/A&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;...di un mondo che pativa le estreme conseguenze successive alla distruzione dell&#039;impero romano. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Ci appare, tuttavia, come un uomo che a fronte della percezione del dramma, guarda con fiducia incrollabile alla possibilit&amp;agrave; di un nuovo avvento. E non si arresta sulla soglia della ineluttabilit&amp;agrave;, non vive con disincanto i segni di quella che si presenta come una catastrofe epocale. Avverte il bisogno di cambiare, assume su di s&amp;eacute; la responsabilit&amp;agrave; di un altro modello di Chiesa e di societ&amp;agrave;. Se non avesse avuto questa saldezza di convinzioni, il mondo non avrebbe conosciuto le sue stupende innovazioni nel campo del diritto, nella vita civile e politica, nella organizzazione ecclesiastica e nella liturgia.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;S&amp;igrave;, &amp;egrave; affascinante. D&#039;altronde &amp;egrave; raro incontrare nella storia una figura che incarni, in maniera cos&amp;igrave; alta, l&#039;esempio di un potere che si fa responsabilit&amp;agrave;: letteralmente, capacit&amp;agrave; di risposta.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Anche in questo caso, per&amp;ograve;, continui a sorvolare sulla tua esperienza di fede. Se appare evidente l&#039;attrazione che provi per le diverse testimonianze dell&#039;eredit&amp;agrave; cristiana, ancora sullo sfondo rimane la tua personale condivisione del messaggio portato avanti dalla Chiesa cattolica.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Vedi, io ho avuto una formazione e un&#039;esperienza cattolica intense, soprattutto per il rapporto con mia madre, profondamente cristiana, che ha patito una malattia dolorosissima per quasi un decennio, fino alla morte. Avevo diciott&#039;anni, l&#039;avevo accompagnata fisicamente, nei suoi itinerari di credente, aggrappata alla vita e alle sue responsabilit&amp;agrave; verso i figli, per tutti quegli anni. Da l&amp;igrave; &amp;egrave; iniziata una cesura, interiore ed esteriore. Che si &amp;egrave; chiusa sostanzialmente con il passare degli anni, il formarsi della mia famiglia. Sino al verificarsi di quelle vicende romane di cui abbiamo parlato prima. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Oltre questo che ti dico, non penso sia il caso di lasciare traccia sulle gazzette. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Da qui, per&amp;ograve;, riemerge una questione che ha un&#039;immediata evidenza pubblica. Possiamo dire che mai, n&amp;eacute; per formazione n&amp;eacute; per esperienza, sei rimasto impigliato nelle maglie della discussione sul rapporto tra fede e politica. Non hai perci&amp;ograve; attraversato, neppure criticamente, le vicissitudini del mondo cattolico nel concreto dipanarsi delle vicende politiche italiane. Estraneo alla dialettica del cattolicesimo italiano, oggi rappresenti una figura di politico che appare &quot;sciolto&quot; dai problemi legati alla fine della Dc. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Ma s&amp;igrave;, &amp;egrave; cos&amp;igrave;. Io sono un prodotto, generazionalmente ma anche politicamente parlando, di questa stagione che prende le mosse dall&#039;esaurimento dell&#039;esperienza del cosiddetto &quot;partito unico&quot; dei cattolici. Sotto questo aspetto, la mia vicenda &amp;egrave; analoga a tante altre. È chiaro che posso ricercare e ritrovare tante suggestioni dall&#039;esperienza popolare, cattolico democratica, democristiana. Sono anch&#039;io debitore di qualche lettura che mi permette di avere riferimenti significativi all&#039;interno della tradizione del cattolicesimo politico.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Ma in fondo sono &quot;biograficamente&quot; a mio agio, in questo tempo che viviamo e in questa condizione presente che ci spinge a misurarci con nuove fratture e nuove emergenze o a creare nuove prospettive. Oggi &amp;egrave; possibile e probabilmente necessario avere un pantheon plurale di riferimenti politici, civili e culturali: non solo non siamo pi&amp;ugrave; schiavi delle ideologie chiuse e settarie, dei dogmatismi, n&amp;eacute; condizionabili da identit&amp;agrave; precostituite. In certo senso, la societ&amp;agrave;, e la societ&amp;agrave; politica, ci chiamano a formare le identit&amp;agrave; in base pi&amp;ugrave; alle idee che alle ideologie; pi&amp;ugrave; in base alla costruzione di progetti legati all&#039;interpretazione, all&#039;ascolto, alle responsabilit&amp;agrave; di convergenza, alla capacit&amp;agrave; di guidare, nel senso di capire e costruire.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Per&amp;ograve;, pur essendo molteplici le fonti d&#039;ispirazione, avrai anche tu alcuni autori che ami o che hai amato.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Nella mia formazione culturale, una figura come quella di Piero Gobetti ha contato moltissimo. Intransigenza liberale, religione laica della democrazia. Di recente ho letto una raccolta di saggi da lui dedicati agli esponenti del partito popolare (&quot;Progettare il postfascismo&quot;, di Bartolo Gariglio). Molto stimolante.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;E poi?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Gandhi. Sono curioso di incontrare il creativo che ha realizzato la pubblicit&amp;agrave; Telecom che mostra Gandhi comunicare con mezzi tecnologici contemporanei alle masse e alle sperdute comunit&amp;agrave; degli anni 30, e si chiede come sarebbe cambiato il mondo se questo fosse davvero potuto accadere. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Niente di pi&amp;ugrave; vero. La costruzione non violenta delle istituzioni democratiche, il rigetto dell&#039;oppressione attraverso gli strumenti (occidentali!) appresi dall&#039;Impero britannico. Il cambiamento coraggioso ma dialogico. Fortissimo, ma pacifico.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Spesso citi Capitini...&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;S&amp;igrave;, Aldo Capitini rappresenta una reinterpretazione italiana della lezione nonviolenta del gandhismo. Gli &amp;egrave; mancata una denuncia pi&amp;ugrave; risoluta dei &quot;partigiani della pace&quot; sovietici.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Nessun autore di matrice cristiana?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Da ragazzo mi sono avvicinato agli scritti di Jacques Maritain, il filosofo dell&#039;umanesimo integrale. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Non &amp;egrave;... un po&#039; troppo lontano?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Credo di avere letto molto di quel che ha scritto Carlo Maria Martini, e quasi tutto quel (poco) che ha scritto Roger Etchegaray. Arretrando di qualche secolo, Caterina da Siena. Se sei alla ricerca di complimenti, questa estate ho letto la ricostruzione, pubblicata su Enne Effe, dei rapporti indiretti e complessi tra cattolici e radicali agli inizi del secolo scorso, e il bel racconto autobiografico di Adriano Ossicini...&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Grazie per questa attenzione. Ma senza continuare nello spulcio delle possibili citazioni, cosa t&#039;interessa di pi&amp;ugrave; oggi?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Nell&#039;ultimo anno, anno e mezzo, ho letto una dozzina di libri dagli orientamenti pi&amp;ugrave; radicalmente diversi sui temi della bioetica. Bio-politica, ovvero i confini tra scienza e responsabilit&amp;agrave; pubblica: ecco la questione che dobbiamo indagare, su cui dobbiamo riflettere con attenzione, accortezza, apertura...&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;In effetti, siamo al cospetto di scenari inediti. Per questo, mi pare, batti di continuo sul tasto della ricerca e del dominio delle novit&amp;agrave;. Ebbene, introducendo il tema di quello che definisci il &quot;riformismo del futuro&quot; compi un&#039;operazione interessante, ma al tempo stesso ambivalente. Non si corre il rischio di trasmettere un messaggio secondo il quale tutto il passato, ovvero tutto ci&amp;ograve; che il Novecento ha prodotto, sia insufficiente e ormai desueto? Al punto che il vecchio riformismo, anch&#039;esso, nel suo giustapporsi alle utopie e agli empiti rivoluzionari parrebbe dimostrare una qualche parzialit&amp;agrave; di cui oggi saremmo obbligati a liberarci?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Alla festa della Margherita, a Polignano, ho ripreso una bella frase di Ciriaco De Mita che avevo ascoltato il giorno prima e che ti ripeto per esteso: &quot;La convenienza va collocata sul futuro, anzich&amp;eacute; sul presente. Altrimenti la politica si riduce a transazione&quot;. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Ecco, intendo questo con il concetto di riformismo del futuro: credo che l&#039;impegno democratico dovrebbe sottrarsi alla dittatura del presente. Viviamo in un tempo di grandi trasformazioni, non possiamo illuderci di usare strumenti e categorie validi solo all&#039;interno di un ciclo politico che si &amp;egrave; chiuso.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;In questi anni ci siamo confrontati con la tesi, sbagliata, riguardante la presunta fine della Storia. Con la caduta del Muro, non rimaneva altro da fare che riprendere, rinnovare e rilanciare l&#039;ideale liberale e democratico, cos&amp;igrave; come ci era stato consegnato prima dell&#039;avvento dei totalitarismi (ultimo dei quali il comunismo).&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;In breve, abbiamo dovuto constatare che il mondo non andava in quella direzione. La pace e la libert&amp;agrave; sono tornati ad essere obiettivi da conquistare, non condizioni finalmente acquisite e stabilmente regolate. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Il vero problema &amp;egrave; che manchiamo di un sillabario che possa fornire le parole giuste per declinare al futuro la politica riformista e di un&#039;agenda programmatica che possa cominciare a riempire, almeno a matita, alcune delle pagine bianche che abbiamo davanti a noi. Siamo inchiodati all&#039;oggi. E la paura legata al terrorismo, il ritorno di guerre e conflitti con motivazione religiosa, l&#039;insorgenza di pretese teocratiche, il fondamentalismo terroristico, sono fenomeni inaspettati e sconvolgenti. Il mondo che si forma &amp;egrave; fatto di un &quot;febbrile tracciamento di confini&quot;, come ha scritto Bauman, ovvero delle conseguenze sociali e politiche particolaristiche, spaventate, isolate, della frammentazione civile. Dobbiamo fare uno sforzo per allestire una capacit&amp;agrave; di guida rispetto a quello che verr&amp;agrave; domani. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Questa &amp;egrave; la nostra odierna debolezza politica. Ci possono essere notazioni critiche o meno sulle esperienze passate, ma la reiterazione di queste analisi non supplisce o non soccorre il bisogno d&#039;inventare una nuova strategia. Anche i riformismi tradizionali, bench&amp;eacute; abbiano un degno passato e quindi meriti incancellabili, hanno necessit&amp;agrave; di reinventarsi. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Ma questo riformismo declinato al futuro &amp;egrave; imposto dalle mere aspirazioni o &amp;egrave; nutrito di una cultura adeguata? A forza di dichiarare estinte le identit&amp;agrave; e le appartenenze, non si finisce per animare un desiderio generico di cambiamento, senza forza e senza qualit&amp;agrave;?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;È un rischio reale. Ed &amp;egrave; obiettivamente uno dei maggiori problemi che abbiamo. Ecco perch&amp;eacute; parlo della necessit&amp;agrave; di un nuovo sillabario del riformismo. Abbiamo bisogno, aggiungo, di maîtres &amp;agrave; penser capaci di proporre un nuovo lessico democratico. Andando avanti con parole vuote, con pensieri logori, con ripetizioni ispirate pi&amp;ugrave; dalla ricerca del potere per via metodologica o dall&#039;amore di schieramento che non da idee capaci di dare risposte, noi incrociamo il pericolo di un inevitabile fallimento. Solo se avremo un di pi&amp;ugrave; di valori, di ideali, di programmi e di possibili soluzioni potremo vincere la competizione con le forze di una nuova destra, radicale e populista, che nel nostro Paese ha gi&amp;agrave; prodotto molti guai. Ma che soprattutto in America, con i neoconservatori, ha mostrato una sorprendente capacit&amp;agrave; di diventare maggioranza, dalle posizioni di estrema minoranza ideologica in cui si trovava.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;In realt&amp;agrave;, pensavamo che la destra italiana fosse un&#039;anomalia. Nel mondo, tuttavia, si va diffondendo un modello di destra che mira, come da noi, ad accentrare il potere, a ridurre i controlli, a rompere gli equilibri costituzionali e ad occultare i conflitti d&#039;interesse. Secondo l&#039;Economist anche l&#039;America di Bush sta cambiando pelle, assumendo i caratteri di una democrazia meno trasparente e ancor pi&amp;ugrave; &quot;presidenzialistica&quot;. Berlusconi non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un&#039;anomalia!&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Vedo indubbiamente i sintomi di una pi&amp;ugrave; generale opacizzazione della democrazia, ma in ogni caso ritengo che il fenomeno Berlusconi rappresenti un unicum tutto italiano. Attenzione, all&#039;estero si mantiene impregiudicata l&#039;ostilit&amp;agrave; o al pi&amp;ugrave; un&#039;ironica estraneit&amp;agrave; delle classi dirigenti verso il fenomeno berlusconiano. Anche quando va in scena la rappresentazione di sorridenti e amicali visite nelle sue ville della Sardegna, Berlusconi si configura agli occhi della pubblica opinione delle grandi nazioni democratiche come un soggetto, perlomeno, fuori ordinanza.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;In America esistono anticorpi che garantiscono, nel bene o nel male, l&#039;equilibrio dell&#039;ordinamento costituzionale. Secondo l&#039;impressione corrente, il Presidente detiene da solo un potere enorme; in realt&amp;agrave;, come ha ben spiegato Robert Dahl, quello americano &amp;egrave; un sistema &quot;presidenziale-parlamentare&quot;. A fronte delle forti prerogative del Presidente, eletto direttamente dal popolo, esiste un altro forte potere di condizionamento e di controllo: il Congresso, che pu&amp;ograve; bloccare e radicalmente modificare molte delle decisioni e delle politiche presidenziali. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;In ultimo la Corte Suprema possiede l&#039;autorit&amp;agrave; per intervenire sulle pi&amp;ugrave; delicate questioni politiche, civili ed istituzionali, un tempo forzando le scelte in favore dell&#039;integrazione razziale, pi&amp;ugrave; recentemente sciogliendo il nodo dei brogli nelle elezioni presidenziali del 2000. Anche questo costituisce, all&#039;interno dell&#039;ordinamento americano, un bilanciamento di poteri considerevole.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Il rischio che si &amp;egrave; prodotto, negli ultimi anni, &amp;egrave; il simultaneo controllo di tutte queste linee di potere da parte dei repubblicani: non accadeva da decenni.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Ma, per tornare all&#039;Italia, la pretesa della maggioranza di centro destra di riscrivere quasi cinquanta articoli della Costituzione ed imporre la &quot;devolution&quot; a colpi di maggioranza &amp;egrave; un affronto senza precedenti. Per questo ho rivolto anch&#039;io un appello a fermarsi, a ricominciare limitandoci ai ritocchi necessari all&#039;ordinamento federale. Lo ha chiesto con chiarezza Carlo Azeglio Ciampi. La Destra deve sapere che se non si fermer&amp;agrave;, il referendum su questa sciagurata modificazione della Costituzione assumer&amp;agrave; una valenza divisiva paragonabile al referendum costituzionale su Repubblica e Monarchia.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Nel frattempo il conflitto d&#039;interessi &amp;egrave; ben lungi dall&#039;essere risolto.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Appunto. E forse faremmo bene a non dimenticare che se la questione &amp;egrave; tuttora aperta, ci&amp;ograve; dipende anche dall&#039;incertezza dei precedenti governi di centro sinistra. Si &amp;egrave; frainteso il motivo di tanti appelli alla moderazione. Sui fondamenti delle libert&amp;agrave; democratiche, occorre piuttosto praticare la virt&amp;ugrave; dell&#039;intransigenza. Se vinceremo le elezioni, dovremo senz&#039;altro proporre e adottare provvedimenti chiari. Anche se sappiamo che le priorit&amp;agrave;, per il corpo elettorale, sono comunque altre.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;È stata sottovalutata l&#039;abilit&amp;agrave; di Berlusconi?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Come politico, Berlusconi dimostra una pronunciata capacit&amp;agrave; di manovra. È stato bravo a cogliere il tempo della sua scesa in campo, a proporre dal niente un nuovo contenitore politico, a definire le regole d&#039;ingaggio di una coalizione eterogenea. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Ha sorpreso tutti nel costruire le condizioni per il suo ingresso, da padrone-finanziatore, nel Partito popolare europeo. Dall&#039;opposizione ha preservato la forza per riannodare un dialogo con la societ&amp;agrave; italiana, vincendo le elezioni del 2001 con alcuni slogan falsi ed illusori, quanto elettoralmente efficaci.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Con gli alleati &amp;egrave; in grado di far valere, a dispetto di contestazioni e distinguo, la sua leadership. Ne sanno qualcosa gli amici dell&#039;UDC...&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Allora, merita di vincere ancora?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Perch&amp;eacute;? Io non lo credo. Sebbene, infatti, abbia dimostrato questa capacit&amp;agrave; di adattamento e d&#039;iniziativa politica, come uomo di governo ha dato al contrario uno prova catastrofica.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Oggi Berlusconi non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; cos&amp;igrave; forte. L&#039;opinione pubblica lo guarda oramai con spirito diverso, non pi&amp;ugrave; indulgente: anche i ceti medi e popolari indeboliti e frustrati per il timore di una caduta dei livelli di benessere acquisiti, o desiderosi di ottenerli per la via del berlusconismo.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;La gente si aspettava che un abile imprenditore, estraneo ai giochi della politica, riuscisse in quanto newcomer nel compito di dare una scossa al Paese, soprattutto rivitalizzandone l&#039;economia. Questo sogno &amp;egrave; svanito. Come ho detto, paradossalmente &amp;egrave; stato pi&amp;ugrave; bravo il politico - e nessuno se l&#039;aspettava - mentre &amp;egrave; stato rovinoso l&#039;uomo di governo - e molti, anche tra gli avversari, non se lo aspettavano...&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Sei dunque ottimista circa la possibilit&amp;agrave; di batterlo.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;S&amp;igrave;, il centro sinistra pu&amp;ograve; vincere. A meno che non si avviti in una sterile autocontemplazione. C&#039;&amp;egrave; necessit&amp;agrave;, a questo punto, di passare dalla critica alla proposta, dando prova di concretezza e responsabilit&amp;agrave;. E di mettere in campo e confrontare e portare a sintesi, presto, le nostre proposte positive per governare l&#039;Italia nei prossimi 5-10 anni.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Temi il rischio di un certo estremismo? &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;È normale che in una democrazia matura la partita si vinca nel cuore dello schieramento politico e che sia necessario contenere le spinte pi&amp;ugrave; estreme. &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;È fisiologico che anche la nostra coalizione si presenti in modo articolato. Tutti, da Di Pietro a Rifondazione, dovranno condividere un comune disegno politico e programmatico: non la media delle posizioni di ciascuno - questo sar&amp;agrave; il compito pi&amp;ugrave; importante e ambizioso per Prodi e tutti noi - ma nuovi progetti e nuovi messaggi capaci di coinvolgere e convincere. Dentro questa configurazione ampia deve operare il nucleo pi&amp;ugrave; omogeneo dei riformisti, l&#039;area che si va strutturando come federazione dei partiti dell&#039;Ulivo gi&amp;agrave; uniti nelle ultime elezioni europee. E, per parte sua, la Margherita deve continuare ad esercitare la sua missione di partito dell&#039;innovazione progettuale e capace di concorrere a creare il pi&amp;ugrave; solido equilibrio politico.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Il problema, per&amp;ograve;, &amp;egrave; che la federazione &amp;egrave; concepita da molti come anticamera del partito unico dei riformisti o dei democratici, prefigurando cos&amp;igrave; il superamento della Margherita.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Abbiamo gi&amp;agrave; detto, attraverso i deliberati congressuali e le successive prese di posizione degli organi dirigenti, che la Margherita non &amp;egrave; un partito che intende chiudere i battenti.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;La suggestione del partito unico esiste, ha il suo credito, ma non convince. Non si cancellano dall&#039;oggi al domani le culture e le sensibilit&amp;agrave; politiche, tutte per altro obbligate a rinnovarsi nel profondo. Ed &amp;egrave; impossibile prescindere, per chi conosca la storia politica italiana, dalla continuit&amp;agrave; del modello di organizzazione dei DS con la grande storia che fu del PCI. È un formato ad un tempo politico, culturale, organizzativo che io rispetto profondamente - ho scelto di allearmi con la sinistra democratica e contro le Destre da quando faccio politica - ma so che nessuno certamente ha intenzione di scioglierlo in acque diverse e pi&amp;ugrave; vaste.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Anche per questo la Margherita deve proseguire nel suo disegno unitario, nell&#039;avvicinamento delle posizioni politiche con gli alleati, nel proprio percorso politico e programmatico che, credo, negli ultimi tempi &amp;egrave; venuto meglio precisandosi.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Qualcuno obietta che anche questa determinazione nasconda un desiderio di autoconservazione.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Altro che conservazione! Vogliamo essere portatori di proposte, idee, progetti. E di una presenza organizzata democraticamente, in modo aperto. Perch&amp;eacute; nella politica di oggi non esistono rendite di posizione, e la costruzione democratica e la proposta politica vengono costantemente sottoposte a verifica. Soprattutto per un partito giovane e non abbastanza radicato, che ha bisogno che il 100% della sua classe dirigente si impegni a farlo vivere e farlo crescere.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;C&#039;&amp;egrave; spazio politico per questo progetto?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Lo spazio lo abbiamo creato, e certamente esiste. Nessuno per&amp;ograve; ce lo regala. Soprattutto perch&amp;eacute; la Margherita &amp;egrave; nata al di fuori delle spinte inerziali delle grandi tendenze politiche (per cui esisterebbe una famiglia dominante e tanti satelliti), ma interpretando un bisogno profondo e strategico nello schieramento di centro sinistra. Ovvero: se vi fossero un dominio e uno squilibrio strategico - anzich&amp;eacute; una cooperazione leale tra culture diverse - la sconfitta, nella condizione della opinione pubblica italiana, sarebbe una sconfitta matematica.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Escludi, in definitiva, lo scioglimento in un ipotetico partito democratico: ma allora, questa Margherita, cos&#039;&amp;egrave;? Come vorresti definirla? &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Quante parole mi dai?&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Anche una frase intera.&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 12pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt;Se mi dai due sole parole, la definizione pi&amp;ugrave; appropriata alla Margherita, quella che abbozza la nostra fisionomia e soprattutto prefigura il disegno politico pi&amp;ugrave; necessario alla societ&amp;agrave; italiana - non per domani n&amp;eacute; dopodomani, ma come prodotto di cambiamenti, autentici e strutturali - &amp;egrave; semplice, ed &amp;egrave; proprio: Partito democratico!&lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.15pt; LINE-HEIGHT: 10.8pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-line-height-rule: exactly&quot;&gt; &lt;/P&gt;
&lt;P class=MsoNormal style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;(Ha collaborato Diego Cuccaro)&lt;/P&gt;</description>
      <link>http://www.ilpopolo.com/235/Pagina-4</link>
      <source>http://www.ilpopolo.com/</source>
      <author>http://www.ilpopolo.com/</author>
      <authorEmail>ilpopolo@ilpopolo.com</authorEmail>
    </item>
    <item>
      <title>Pagina 3</title>
      <description>&lt;P align=center&gt;La Margherita&lt;BR&gt;&amp;egrave; il partito democratico&lt;/P&gt;
&lt;P align=left&gt;&lt;BR&gt;Intervista a Francesco Rutelli&lt;/P&gt;
&lt;P align=left&gt;La conversazione con Francesco Rutelli che proponiamo in esclusiva ai nostri lettori,&lt;BR&gt;oscilla tra la confessione personale e l&#039;intervista politica.&lt;BR&gt;Con Enne Effe, il Presidente della Margherita ha parlato a ruota libera, nel suo ufficio al quinto piano&lt;BR&gt;del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera. Dalla finestra, la vista &amp;egrave; incomparabile,&lt;BR&gt;con la cupola della Basilica di San Carlo al Corso ancora pi&amp;ugrave; splendente dopo il recente restauro.&lt;BR&gt;Le tensioni e le polemiche che in questi ultimi tempi hanno attraversato il centro sinistra,&lt;BR&gt;mettendo a rischio il rapporto tra la Margherita e Romano Prodi,&lt;BR&gt;sembrano lontane, quasi attutite dalla prorompente bellezza di Roma. Rutelli appare rilassato, fiducioso.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Abbiamo assistito di recente ad un balletto di accuse e smentite, avviato in un clima di crescenti sospetti. È forse iniziato un gioco ambizioso, teso a rimettere in discussione la leadership di Prodi sul centro sinistra?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Assolutamente no. Nella vita politica contano le decisioni che si assumono, non i presunti retropensieri. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Noi, di decisioni, ne abbiamo presa una e una sola, quella a sostegno della candidatura di Prodi. L&#039;abbiamo presa nella certezza che possa servire, sia in funzione della credibilit&amp;agrave; del programma sia in termini di garanzia per tutti i partner della coalizione, ad aggregare le idee e le forze necessarie per vincere, ma soprattutto per governare il Paese. Il resto appartiene alla sfera della libera discussione politica. La Margherita ha affidato a Prodi il compito di guidare il centro sinistra. Abbiamo fiducia che lo svolger&amp;agrave; bene. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Ma proprio in questo ambito, che definisci di libera discussione, sono emersi contrasti politici.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Non bisogna enfatizzare le questioni o deformarle. In tutti i casi in cui ho partecipato al dibattito pubblico sull&#039;Ulivo e sul centro sinistra non mi sono fatto portatore di opinioni personali, ma sempre della posizione, delle iniziative e della sensibilit&amp;agrave; che la Margherita &amp;egrave; andata formulando e proponendo. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;E la nostra linea &amp;egrave; chiarissima; unit&amp;agrave; politica ed elettorale del centro sinistra, federazione delle forze dell&#039;Ulivo, autonomo contributo della Margherita per assicurare innovazione nei contenuti ed equilibrio politico alla coalizione.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Avremo modo, pi&amp;ugrave; avanti, di tornare sui temi squisitamente politici. Sarebbe interessante, invece, che una volta tanto provassimo a gettare un raggio di luce non sull&#039;esperienza dell&#039;uomo pubblico, ma proprio sull&#039;universo privato dell&#039;uomo Rutelli: ad esempio sulla fede, ovvero sul tuo essere credente. Perch&amp;eacute; mai questo riserbo, questa cautela...&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Semplice. In una persona che ricopre funzioni pubbliche si possono cogliere scelte di cui &amp;egrave; indispensabile parlare; altre su cui &amp;egrave; opportuno, altre ancora su cui &amp;egrave; discutibile o inopportuno soffermarsi. Chiedere ad un uomo politico se sia o meno credente &amp;egrave; del tutto legittimo, e penso sia giusto rispondere. Ma l&#039;eccesso di dettaglio sulle pi&amp;ugrave; intime convinzioni personali indica una deformazione e spesso non un ingombro.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Tuttavia ricordo che in occasione del Giubileo si &amp;egrave; parlato con insistenza di Rutelli come &quot;Sindaco cattolico&quot;.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Da Sindaco ho avuto un&#039;altra preoccupazione, piuttosto che quella di ostentare le mie convinzioni religiose. Ho sentito l&#039;esigenza di valorizzare, con il patrimonio civile, storico e culturale di una citt&amp;agrave; unica come Roma, quell&#039;identit&amp;agrave; della &quot;Citt&amp;agrave; Eterna&quot; che &amp;egrave; legata indissolubilmente alla esperienza bimillenaria del cristianesimo. Oggi noi tutti scontiamo nel consumo della vita quotidiana una percezione molto superficiale delle nostre radici pi&amp;ugrave; profonde. Roma &amp;egrave; una citt&amp;agrave; dove tutto ricorda la grandezza dei Romani, il passaggio dal paganesimo alla cristianit&amp;agrave;, la devastazione e la rinascita a contatto con popolazioni diverse, l&#039;emergere della straordinaria civilt&amp;agrave; umanistica e rinascimentale, la magniloquenza dell&#039;urbanistica barocca, il tramonto del potere pontificio, l&#039;assunzione al ruolo di capitale della nuova Italia. Ma Roma &amp;egrave; anche il centro universale del cattolicesimo. L&#039;attivit&amp;agrave; amministrativa che non fosse interamente laica sarebbe abusiva; ma la guida della citt&amp;agrave; che poggiasse fuori dalla consapevolezza civile dell&#039;eredit&amp;agrave; cristiana sarebbe piuttosto povera.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Roma, per usare un eufemismo, non ti &amp;egrave; indifferente!&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Direi proprio di no. Fammi spiegare con un esempio. Poche settimane fa &amp;egrave; stata inaugurata dal Sindaco un&#039;opera, progettata dalla mia amministrazione e realizzata con efficacia dall&#039;attuale, per snellire il traffico nell&#039;area che sta all&#039;incrocio tra la Laurentina e il quartiere di via del Tintoretto. Ecco, questo nuovo cavalcavia s&#039;insedia in un fazzoletto di terra a cento metri dal luogo in cui secondo la tradizione &amp;egrave; avvenuto il martirio, la decapitazione dell&#039;Apostolo Paolo. Questa &amp;egrave; Roma! I secoli hanno visto riconoscere quella memoria attraverso la costruzione dell&#039;Abbazia delle Tre Fontane, &quot;ad Aquas Salvias&quot;. E questa generazione naturalmente ricorder&amp;agrave; quel pezzo di citt&amp;agrave; per lo svincolo del Tintoretto...&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Ai tempi dell&#039;Universit&amp;agrave;, ricordo quanto diceva il professor Valori, docente di urbanistica, per distinguere scherzosamente il comportamento dei romani. Passeggiando per via Due Macelli, diceva - proprio qui dietro alla sede della Margherita - ci sono i molti che guardano le vetrine dei negozi di cucine e i pochissimi che, alzando la testa, si stupiscono del campanile del Borromini di Sant&#039;Andrea delle Fratte. È inevitabile vivere e spesso soffrire nel presente; &amp;egrave; anche bello farsi trascinare da un ambiente esterno, lasciarsi possedere da una citt&amp;agrave; come questa. Ma a Roma &amp;egrave; assai pi&amp;ugrave; bello non perdersi. Ed &amp;egrave; bene ricordare ci&amp;ograve; che scrisse Silvio Negro sul finire degli anni 50: &quot;Roma non basta una vita&quot;.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Vi &amp;egrave;, a tuo giudizio, uno &quot;stile romano&quot; nel comportamento politico e nel modo di rapportarsi con il potere?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Evidentemente. Roma &amp;egrave; la citt&amp;agrave; in cui &amp;egrave; stato coniato il motto che dice: &quot;Morto un Papa se ne fa un altro&quot;. Familiarit&amp;agrave;? Cinismo assoluto? Teniamo conto che storicamente questo riferimento al Papa non riguardava solo e tanto il capo spirituale della cristianit&amp;agrave;, ma il sovrano dello Stato pontificio: il Papa Re. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;A Roma il rapporto con il potere non &amp;egrave; condizionato dall&#039;ossequio n&amp;eacute; dal timore. Ci sono un distacco e un esercizio dell&#039;ironia che fissano la condizione del limite di ogni autorit&amp;agrave;. Tutti ricordano il racconto di Ennio Flaiano del Marziano a Roma. Pochi giorni dopo aver suscitato la morbosa curiosit&amp;agrave; e l&#039;ammirazione della gente, &amp;egrave; &quot;scaricato&quot; senza complimenti. E le persone che lo vedono stravaccato a un tavolo di via Veneto lo fulminano con la battuta: &quot;Ah&amp;ograve;, ancora sto marziano&quot;...&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Andrei anche oltre. Con un aspetto ancora pi&amp;ugrave; incisivo e determinante nel passaggio disinvolto dall&#039;investitura alla decapitazione del potente di turno. Cola di Rienzo, avendo fallito nel suo programma di capopolo rivoluzionario, venne rovesciato e trascinato per le strade di Roma da quelli che erano stati i suoi stessi sostenitori. &quot;Finch&amp;eacute; non ne rimase cica&quot;, cio&amp;egrave; finch&amp;eacute; non ne rest&amp;ograve; niente, recita l&#039;affascinante Cronica dell&#039;Anonimo Romano di met&amp;agrave; Trecento.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Tutto sommato, per tornare all&#039;oggi, considero che uno dei tratti salienti delle amministrazioni democratiche dell&#039;ultimo decennio - oltre al bilancio amministrativo, progettuale ed operativo, che altri trarranno meglio di me - sta forse nella progressiva crescita di una consapevolezza civile, di uno spirito di comunit&amp;agrave; maggiore che nel passato, di un rapporto tra cittadino e poteri pubblici pi&amp;ugrave; meditato, critico, partecipe.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Dunque, Roma &amp;egrave; davvero esigente?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;S&amp;igrave;: sbaglia chi crede di trovarsi di fronte a una citt&amp;agrave; morbida e accondiscendente. Con Roma, alla lunga, trova un rapporto buono non chi assume posizioni arroganti, n&amp;eacute; chi indulge in atteggiamenti seduttivi. È una citt&amp;agrave; che in fin dei conti accetta le sfide, le grandi imprese, ma pretende che si rimanga in linea con le promesse. Se non sono magniloquenti &amp;egrave; anche meglio. E se i risultati sono superiori alle attese &amp;egrave; molto, molto meglio.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Il Campidoglio &amp;egrave; una vetrina di primissima importanza. Durante il tuo mandato hai insistito molto sulla dimensione nazionale e internazionale della citt&amp;agrave;. Quale ricordo ne conservi?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Un ricordo bellissimo. Il Campidoglio &amp;egrave; un luogo di dignit&amp;agrave; simbolico-istituzionale unica. Ci sono Agor&amp;agrave;, Senati, Fori richiamati in molte parti del mondo. Ma non a caso si &amp;egrave; chiamato Campidoglio il luogo del Parlamento pi&amp;ugrave; importante, quello americano. Una piccola collina, la nostra, con una funzione davvero universale, se l&amp;igrave; si &amp;egrave; scelto di guardare i Segni che hanno mosso la Storia duemila e cinquecento anni fa; se dal Tabularium Capitolino prese il via il censimento che mosse verso Betlemme Maria con Ges&amp;ugrave; in grembo; se la Comunit&amp;agrave; Europea &amp;egrave; nata nel 1957 su quel Colle, cos&amp;igrave; come in Campidoglio viene firmato il nuovo Trattato Costituzionale europeo...&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;In quel periodo hai potuto incontrare molte personalit&amp;agrave;...&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Da Clinton a Madre Teresa, dalla regina Elisabetta a Fidel Castro a Gorbaciov, dal presidente cinese Jang Zemin al capo del governo iraniano, il riformista Kathami: l&#039;unico, quest&#039;ultimo, a non affacciarsi, per timore di attentati, dal balconcino che d&amp;agrave; sullo spettacolo del Foro Romano.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;In parole semplici, fare il Sindaco ti &amp;egrave; piaciuto.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;È stata un&#039;esperienza unica. Sette anni di corsa: con il contachilometri dell&#039;auto di servizio che arriv&amp;ograve; a segnare 140.000 km in un anno, percorsi attraverso questo vastissimo Comune. L&#039;avevo dimenticato, ma mia moglie mi ricord&amp;ograve; che una sera, salendo a piedi sul Campidoglio - avevo 25 anni - le dissi che il mio sogno pi&amp;ugrave; bello sarebbe stato fare il Consigliere Comunale della mia citt&amp;agrave;. Rispetto a questa esperienza, tuttavia, ho voltato pagina senza sentimentalismi il giorno dopo aver lasciato. Anche perch&amp;eacute; ho la serenit&amp;agrave; di aver lasciato nelle buone mani di Walter Veltroni.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Che ne pensi dello slogan &quot;Roma ladrona&quot;: &amp;egrave; un insulto o un monito per la citt&amp;agrave;?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;N&amp;eacute; un insulto n&amp;eacute; un monito: &amp;egrave; un&#039;idiozia. Nell&#039;anno Duemila Roma ha superato Milano per ricchezza prodotta e questo dato dovrebbe bastare a chiudere definitivamente una polemica davvero insulsa. Del resto, la stragrande maggioranza del popolo italiano non apprezza e non condivide una certa visione leghista, gretta e provinciale, che punta ad alimentare un immotivato rancore contro la Capitale. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;A proposito, con il Papa hai avuto la fortuna di tenere rapporti ordinari e duraturi. Quante volte lo hai incontrato? &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Molte volte, forse quaranta, o pi&amp;ugrave;.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Ci si abitua?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Mai. È sempre un&#039;opportunit&amp;agrave; eccezionale, non solo un&#039;occasione emozionante, di una confidenza che ti richiama a una riflessione pi&amp;ugrave; alta. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Puoi citare un episodio particolare che d&amp;agrave; il senso di ci&amp;ograve; che definisci come occasione di confidenza?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Non ho mai voluto parlare dei miei colloqui con il Papa. Permettimi di non iniziare.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;E le tue sensazioni? Queste, volendo, possono sfuggire alla consegna della riservatezza...&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;È complicato. Forse posso fare cenno alla sensazione dolente che ho provato quando lo scorso anno andai a Castel Gandolfo con la mia famiglia in un&#039;udienza estiva. L&#039;ho visto tanto sofferente da temere che non ce l&#039;avrebbe fatta a coronare il suo desiderio di accompagnare Madre Teresa agli onori dell&#039;altare, e poi di guidare il Concistoro, di continuare le sue visite pastorali. Invece, ce l&#039;ha fatta, ce la fa, letteralmente, da testimone.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;E il Papa verso di te? Possibile che tutto debba rimanere &quot;secretato&quot;?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;S&amp;igrave;, ma visto che mi affliggi, ti racconto di quella sera al Presepe dei Netturbini di Porta Cavalleggeri sotto le feste natalizie. Era di buonissimo umore e quando ha visto i miei ragazzi mi ha rimproverato ad alta voce: &quot;Ma perch&amp;eacute; sono qua! Li dovete portare in montagna, a sciare! Sciare fa benissimo! Anche meglio che venire dal Papa&quot;.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;D&#039;accordo, questo &amp;egrave; il tuo rapporto con Karol Wojtyla. Ma sembra che nella Chiesa tu veda l&#039;esemplarit&amp;agrave; di grandi figure spirituali e morali. Spesso hai parlato, nel corso di quest&#039;anno, di Gregorio Magno. Perch&amp;eacute; sei cos&amp;igrave; attratto da questo Papa dell&#039;alto Medioevo? &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Di lui ricorrono i mille e quattrocento anni dalla morte in questo 2004. Tra tanti anniversari, dovremmo pure trovare il modo di fissare l&#039;attenzione su questa figura straordinaria d&#039;intellettuale, diplomatico e uomo di Chiesa. Si tratta di un vescovo romano, santo, che di fronte a un mondo attraversato da grandi conflitti e violenze ha saputo imporre la forza della saggezza, con il piglio e la misura di chi pensava di vivere la fine dei tempi, per la turbolenza...&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;&lt;A href=&quot;http://www.ilpopolo.com/vis_dettaglio.php?primo_livello=menu&amp;id_livello=235&quot;&gt;[continua a pag. 4]&lt;/A&gt;&lt;/P&gt;</description>
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      <description>&lt;P&gt;&lt;A href=&quot;http://www.ilpopolo.com/vis_dettaglio.php?primo_livello=menu&amp;id_livello=232&quot;&gt;[continua da pag.1]&lt;/A&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;....religiosa in linea con l&#039;insegnamento e l&#039;esperienza della democrazia americana. Ricordo, a questo proposito, di aver posto la questione a Gabriele De Rosa, quando ero giovane e la mia attivit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; proficua consisteva nell&#039;approfondire le questioni storico-culturali. Allora desideravo indagare il retroterra culturale di Sturzo e di conseguenza la natura della democrazia americana che in Tocqueville &amp;egrave; in simbiosi con l&#039;ispirazione religiosa. Tocqueville sostiene che quando l&#039;impegno politico ha una motivazione alta e pure alta &amp;egrave; l&#039;ispirazione religiosa, gli obiettivi non sono mai deludenti. Sturzo ha colto questa intuizione e l&#039;ha resa concreta. La grande novit&amp;agrave; del popolarismo non &amp;egrave; il &quot;partito cattolico&quot;. Non dimentichiamo che Sturzo era in forte polemica con Murri e con quanti s&#039;ingegnavano a prefigurare una costruzione di tipo integralista, bench&amp;eacute; spostata a sinistra. Sturzo invece fonda un partito laico ed elabora una cultura civile, valida per credenti e non credenti, tanto che al Ppi possono aderire anche coloro che non si dichiarano cattolici. Ci&amp;ograve; premesso, vediamo che De Gasperi s&#039;inserisce in questo filone e lo sviluppa. Facendo i conti con esigenze nuove, legate alla edificazione di un assetto democratico tutto da inventare dopo la fine drammatica del fascismo, opera nel segno dell&#039;affermazione di un &quot;partito nazionale&quot; in grado di sostenere l&#039;impianto democratico della nuova Italia. L&#039;unit&amp;agrave; dei cattolici non &amp;egrave; un fatto ideologico, ma l&#039;espressione di un&#039;unit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; ampia e pi&amp;ugrave; robusta, che chiama in causa tutte le energie morali di cui il Paese dispone per dare, grazie ad esse, basi solide alla democrazia e alla libert&amp;agrave;.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Quanto alla testimonianza di Ossicini, non so cosa dire. Poich&amp;eacute; De Gasperi non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; tra noi, manca evidentemente l&#039;interlocutore che possa asseverare questa testimonianza. Fatico a pensare, tuttavia, che De Gasperi potesse gi&amp;agrave; individuare a met&amp;agrave; degli anni cinquanta l&#039;inevitabilit&amp;agrave; della rottura della Dc e la sua scomposizione in due formazioni distinte, una di destra e una di sinistra. Lascio ad altri il compito di accertare l&#039;attendibilit&amp;agrave; di questa vera o presunta profezia degasperiana...&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;(Comunque, nell&#039;articolo che segue questa intervista, Ossicini ha inteso ribadire le affermazioni di De Gasperi, n.d.r.) &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Da parte mia, interpreterei le cose in modo diverso. Credo che De Gasperi avesse gli elementi per ritenere che nel momento in cui l&#039;adesione alla democrazia si fosse generalizzata in Italia e fosse stata da tutti condivisa, non si sarebbe posta la necessit&amp;agrave; di conservare il &quot;partito dei cattolici&quot;. Premesso questo, &amp;egrave; per&amp;ograve; necessario ricordare che questo modello di partito fu voluto e imposto da De Gasperi, non certo dalla Chiesa. La rilettura dell&#039;esperienza del 48, ci fa riflettere sul fatto che l&#039;episcopato era diviso, che in molti non erano d&#039;accordo. De Gasperi chiede l&#039;unit&amp;agrave; politica dei cattolici, ma all&#039;interno di un processo di libert&amp;agrave;, non intorno ad una scelta conservatrice o clericale. Si contrappone alla sinistra, ma rompe a destra; si allea con le forze democratiche, non con tutti quelli che servono a far numero.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;A giudizio di molti commentatori, interessati a collocare lo statista trentino nel Pantheon del centro destra, la Dc di De Gasperi &amp;egrave; sostanzialmente il partito della contrapposizione netta al Partito comunista. Dunque, si riassume in questo la proposta del leader democristiano?&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Niente affatto. Per molti aspetti, la destra &amp;egrave; il vero bersaglio dell&#039;iniziativa degasperiana. La Dc si scontra con la sinistra soltanto il 18 aprile del 1948 e in quel caso si verifica una grande battaglia per la democrazia che vede trionfante lo scudo crociato. Di tutto questo ho un ricordo preciso perch&amp;eacute;, pur non votando, ho fatto quella campagna elettorale. Alla vigilia delle elezioni, la previsione era che la Dc non fosse maggioranza, ma che fosse la sinistra a riscuotere i consensi maggiori. Basta riandare alla lettura dei giornali di quel periodo per rendersi conto che su queste previsioni gi&amp;agrave; era stato aperto un dibattito tra i costituzionalisti. Eh, s&amp;igrave;, allora in Italia c&#039;erano i costituzionalisti, non i politologi o i sociologi, a discettare su chi avesse il diritto di ricoprire una carica di governo, se il rappresentante del partito pi&amp;ugrave; forte, oppure la personalit&amp;agrave; politica che con ogni probabilit&amp;agrave; avrebbe ottenuto la maggioranza in Parlamento. Fu questa ultima tesi, alla fine, a prevalere. De Nicola, come Capo dello Stato, aveva composto e definito le regole procedurali per l&#039;affidamento dell&#039;incarico. Le consultazioni, lungi dall&#039;essere quel rito inconcludente cui in seguito abbiamo spesso assistito, servivano al Capo dello Stato per acquisire elementi di valutazione, e prevedere con una certa sicurezza, il nome che in Parlamento sarebbe uscito vincente.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Vorrei anche far presente che De Gasperi, dopo la guerra, non escludeva a priori una alleanza con i comunisti. Nel discorso che tenne nel 1944 al teatro Brancaccio di Roma, sostenne che il Pci era portatore di ideali e programmi che non confliggevano con la visone politica dei democratici cristiani. Se Marx aveva parlato in nome del proletariato, De Gasperi ricordava a Palmiro Togliatti che gi&amp;agrave; duemila anni prima un messaggio di speranza per tutti gli esclusi della terra era risuonato in Palestina: Ges&amp;ugrave;, in questo senso, poteva essere considerato il primo proletario della storia. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;In seguito, per&amp;ograve;, si rese conto che la situazione internazionale impediva la prosecuzione dell&#039;alleanza con i comunisti. Fu dunque la politica estera il motivo dirimente che provoc&amp;ograve; la rottura con i partiti di sinistra. Sarebbe toccato in seguito proprio a Enrico Berlinguer, in una intervista divenuta famosa, il compito di dichiarare che si sentiva pi&amp;ugrave; libero, stando in un Paese dell&#039;Occidente, grazie alla protezione assicurata dal Patto Atlantico. Non fu un arbitrio il richiamo alla centralit&amp;agrave; delle alleanze internazionali, n&amp;eacute; fu sbagliata, pertanto, la linea di De Gasperi.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;È noto che subito dopo il 1948 De Gasperi rifiut&amp;ograve; l&#039;ipotesi di mettere fuori legge il partito comunista, come fece invece Konrad Adenauer in Germania. C&#039;&amp;egrave; chi sostiene, a questo proposito, che la messa al bando dei comunisti tedeschi, abbia spinto il partito socialdemocratico a coprire quel vuoto e quindi ad organizzarsi come unico, grande partito della sinistra. Sull&#039;altro versante, la Cdu avrebbe assolto ad una analoga funzione, diventando a sua volta il perno fondamentale dello schieramento moderato. Di qui, in sostanza, la nascita e lo sviluppo di un bipartitismo solidamente strutturato.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Allora, se in Italia De Gasperi avesse accettato di mettere fuori legge il partito comunista, avremmo oggi un bipolarismo pi&amp;ugrave; efficiente?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;In realt&amp;agrave;, credo che la situazione della Germania di allora non fosse paragonabile a quella del nostro Paese. Intanto da noi, si era formato un Partito comunista molto forte - in Germania, invece, era appena al tre per cento - e poi, all&#039;Italia, sarebbe stata risparmiata l&#039;umiliazione della divisione territoriale. La nascita della Repubblica Democratica Tedesca, imposta dall&#039;Armata Rossa, non poteva non turbare profondamente la coscienza democratica della parte &quot;libera&quot; del Paese. Nella Germania occidentale, alla fine, il Partito comunista fu piuttosto messo fuori legge (ovvero escluso dal Parlamento) per effetto delle norme sullo sbarramento elettorale, mentre il Partito socialdemocratico aveva ben altra consistenza e quindi forza sufficiente per assumere la guida della sinistra nel suo complesso. In Italia, si &amp;egrave; verificata una situazione esattamente opposta: indebolitosi nel 48, il Psi avrebbe lasciato al Pci la funzione di maggiore interprete delle istanze del movimento operaio. Questa peculiare circostanza ha spinto il Pci, con l&#039;andar del tempo, ad acquisire le caratteristiche di un grande partito socialdemocratico, in qualche modo simile alla Spd.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Fin qui le differenze nel confronto tra due Paesi vicini e diversi come l&#039;Italia e la Germania. Ma, anche solo guardando alla nostra esperienza nazionale, ritengo sbagliate le argomentazioni usate per spiegare il cosiddetto ritardo nella costruzione della democrazia dell&#039;alternanza. Si tende a semplificare, sostenendo che nell&#039;arco di quasi un cinquantennio il bipolarismo in Italia non sarebbe mai esistito, essendo stato introdotto solo di recente con la legge elettorale maggioritaria.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Nulla di pi&amp;ugrave; falso. Dal 1948 al 1968 c&#039;&amp;egrave; stata una vera competizione bipolare, si sono contrapposte due coalizioni con programmi politici diversi. Una ha vinto, l&#039;altra no. Il sistema &amp;egrave; andato in crisi nel 68, quando cominci&amp;ograve; a prevalere la tesi secondo la quale l&#039;alleanza di centro-sinistra era destinata, pi&amp;ugrave; o meno a breve, a lasciare il campo alla ripresa della collaborazione tra i partiti della sinistra. Se si fossero verificate determinate condizioni di libert&amp;agrave; e di solidariet&amp;agrave;, sarebbe stata ipotizzabile la formazione di una alternativa socialista. Ma tempi e modi di questa alternativa erano nebulosi: pesava soprattutto il motivo ambiguo e velleitario del progetto. Il rapporto con la Dc scadeva, nella lettura che ne davano i socialisti, a fatto contingente e ci&amp;ograve; nondimeno obbligato, essendo tuttavia strategica la ricerca di &quot;equilibri pi&amp;ugrave; avanzati&quot; in funzione dell&#039;alternativa. Ecco, non sarebbe corretto asserire che la rottura dell&#039;equilibrio politico del centro-sinistra sia da imputare alle responsabilit&amp;agrave; della Dc. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Le difficolt&amp;agrave; non furono superate n&amp;eacute; con la stagione della solidariet&amp;agrave; nazionale, finita tragicamente con l&#039;assassinio di Moro, n&amp;eacute; con i successivi governi di pentapartito. Alla domanda di cambiamento si sarebbe continuato a rispondere con un sovraccarico di astuzie e tatticismi. Il problema sembrava la conquista del potere, quando piuttosto la domanda principale, antecedente a qualsiasi altra, era l&#039;intesa sul riordino delle regole e perci&amp;ograve; sulla individuazione delle nuove modalit&amp;agrave; di funzionamento della democrazia. Ricordo che tornati al governo, negli anni Ottanta, i socialisti avrebbero caratterizzato la loro posizione in materia di riforma elettorale con un sistematico rifiuto della proposta avanzata dalla Dc e su cui, come &amp;egrave; noto, Ruffilli aveva speso tutte le sue energie. Sarebbe interessante conoscere quale sia oggi l&#039;opinione di Giuliano Amato, essendo all&#039;epoca tra coloro che pi&amp;ugrave; s&#039;impegnarono nel tentativo di bloccare la riforma elettorale, fino ad arrivare a definire il progetto come una nuova &quot;Legge Acerbo&quot;. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Persa quell&#039;occasione, anche per la complicit&amp;agrave; del Partito comunista, il sistema era destinato ad avvitarsi su stesso. Il turbine delle inchieste giudiziarie spazz&amp;ograve; via tutto, ma anche senza &quot;Mani pulite&quot; avremmo assistito al crollo del sistema. Di questo, ero e rimango assolutamente convinto.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;C&#039;&amp;egrave; sempre di mezzo una riforma elettorale! Anche la stagione del centrismo finisce, nel 1953, con la sconfitta sulla cosiddetta &quot;legge truffa&quot;. Pare che la definizione sia da attribuire a Stalin, coniata nel corso di un colloquio con Nenni. Tornato in Italia, questi si premur&amp;ograve; di divulgarla. I comunisti, insieme ai socialisti e ad alcuni settori laici, si batterono contro quella legge voluta da De Gasperi. Lo scontro fu aspro e la legge non scatt&amp;ograve;, perch&amp;eacute; i partiti coalizzati non superarono il 50 pi&amp;ugrave; 1 per cento. Oggi si dice, da pi&amp;ugrave; parti, che fu una occasione mancata per il Paese...&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Quel periodo lo ricordo bene, perch&amp;eacute; gi&amp;agrave; facevo politica. Con altri amici ero alla Cattolica, quando il governo pose la fiducia proprio sulla legge elettorale. Tra di noi ci fu una discussione molto serrata. Io ero convinto che non si dovesse chiedere la fiducia, perch&amp;eacute; il governo fa ricorso a questo strumento di verifica per gli atti governativi, non per una norma fondamentale come quella sulla legge elettorale. La proposta di riforma cadeva in un contesto storico e politico tutto particolare. Nel 1950, De Gasperi aveva varato la riforma agraria che fu un atto di coraggio enorme, perch&amp;eacute; incideva sul diritto di propriet&amp;agrave; e, su questo punto delicato, sfidava l&#039;atteggiamento e il modo di pensare della societ&amp;agrave; italiana. De Gasperi, in realt&amp;agrave;, mirava ad allentare la pressione e il condizionamento di una destra che coagulava i malumori e le rimostranze di una parte non indifferente della societ&amp;agrave; di allora. Se analizziamo i risultati elettorali dopo il 1948 e ci soffermiamo, per esempio, sulle amministrative che ne seguirono, ci rendiamo conto che il pericolo per la Democrazia cristiana non proveniva tanto dalla sinistra, che non registr&amp;ograve; aumenti di consensi, quanto dalla destra che, al contrario, si andava ingrossando. Si stava, di conseguenza, aggravando il rischio di un indebolimento della democrazia.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;In un clima come quello, aggravato dalle reazioni un mondo cattolico sempre pi&amp;ugrave; attratto dall&#039;idea di favorire la formazione di un blocco moderato indistinto, purch&amp;eacute; chiaramente anticomunista, si viene allora ad ipotizzare una legge elettorale che implicitamente serve a contenere il rischio di espansione della destra. Forse la legge sarebbe passata, se non ci fosse stata la defezione di alcuni ambienti liberali. Il mancato apparentamento della lista Corbino imped&amp;igrave;, infatti, il raggiungimento del quorum richiesto.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Non so se la definizione di &quot;legge truffa&quot; sia stata coniata da Stalin, ma credo non sia da sottovalutare che la comunicazione semplificata e fatta di slogan suggestivi non &amp;egrave; propriamente un&#039;invenzione di Berlusconi: il Partito comunista l&#039;aveva gi&amp;agrave; scoperta e utilizzata agli inizi della nostra vita repubblicana. Tant&#039;&amp;egrave; che parlare di &quot;legge truffa&quot; fu un modo assai efficace, bench&amp;eacute; mistificante, per contrastare una riforma che in sostanza tutto era fuorch&amp;eacute; una truffa. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Comunque, alla domanda se fu un bene o un male che quella legge elettorale naufragasse, risponderei che tutto sommato fu un bene, perch&amp;eacute; sollecit&amp;ograve; le forze politiche a misurarsi, come appunto disse Moro, con le esigenze di un nuovo equilibrio politico. Se nel 1953 si fosse raggiunta una maggioranza larga, probabilmente il centro-sinistra non si sarebbe mai fatto.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;La scossa si avvert&amp;igrave; anche nel mondo cattolico... &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;S&amp;igrave;, la sconfitta di De Gasperi comport&amp;ograve; l&#039;apertura di una riflessione pi&amp;ugrave; coraggiosa nel mondo cattolico. Il venir meno della maggioranza centrista fece s&amp;igrave; che persino autorevoli esponenti della Gerarchia - ricordo l&#039;intervento di un teologo allora molto influente - si interrogassero sulla possibilit&amp;agrave; e sui limiti della collaborazione con i socialisti. In seguito, all&#039;interno della Democrazia cristiana, si vennero formando gruppi e movimenti che presero le mosse dal problema politico innescato dalla sconfitta elettorale e dall&#039;esaurimento della formula centrista. Effettivamente in Italia, nel periodo che va dal 1948 al 1968, abbiamo assistito ad una evoluzione politica straordinaria, con una grande mobilit&amp;agrave; negli assetti e negli equilibri di potere del Paese. Dopo, non &amp;egrave; stato pi&amp;ugrave; cos&amp;igrave;. Dopo abbiamo avuto pi&amp;ugrave; confusione, questo s&amp;igrave;, ma non mobilit&amp;agrave;. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Nel merito, penso che in quella stagione che port&amp;ograve; al varo e allo sviluppo del centro-sinistra, si riusc&amp;igrave; a governare con intelligenza e flessibilit&amp;agrave; i grandi processi di una societ&amp;agrave; in mutamento.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Tuttavia, se la Dc trova le ragioni e gli argomenti per aprire la nuova fase della collaborazione con i socialisti, forse lo si deve ancora una volta a De Gasperi. Fu lui infatti a definire la Dc un &quot;partito di centro che guarda a sinistra&quot;, anche se alcuni vogliono oggi intendere questa espressione in senso restrittivo: il centro degasperiano, secondo questa lettura, guarderebbe a sinistra non in termini di alleanze politiche, ma di preferenze e scelte sociali. Limitarsi a questo, non &amp;egrave; troppo poco?&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Mah, io credo che siano state operate molte strumentalizzazioni a proposito di questa frase. Se torniamo all&#039;ambiente che segna la formazione e lo sviluppo della personalit&amp;agrave; di De Gasperi, troviamo innanzi tutto che il Ppi non &amp;egrave; il partito della conservazione, ma piuttosto della trasformazione. Il popolarismo entra in competizione con il socialismo, poich&amp;eacute; entrambi affrontano le medesime problematiche offrendo, tuttavia, risposte in gran parte diverse. Il sorgere della nuova formazione strurziana corrisponde alla volont&amp;agrave; di dare spazio al disegno di un nuovo solidarismo, rispettoso delle libert&amp;agrave; personali e, nel medesimo tempo, legato alla prospettiva di una pi&amp;ugrave; concreta giustizia sociale. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;De Gasperi, quando arriva al governo, interpreta questo disegno di promozione dello sviluppo e del cambiamento in un&#039;ottica che, con qualche approssimazione, potremmo certamente definire &quot;di sinistra&quot;. La lotta per il riscatto del Mezzogiorno, la liberalizzazione dell&#039;economia, l&#039;avvio della riforma tributaria, la diffusione dell&#039;istruzione di massa, tutte queste scelte riformatrici - compiute per altro in appena cinque anni - erano di per s&amp;eacute; contro le posizioni della destra (sia esterna che interna al partito). Ma restando fermo nella difesa delle libert&amp;agrave; democratiche, non si sottrae alla battaglia contro il &quot;bolscevismo&quot; della sinistra. Ecco, paradossalmente, si potrebbe dire che De Gasperi fosse incline a guardare tanto a sinistra quanto a destra, essendo la sua preoccupazione maggiore quella di raggiungere e preservare un equilibrio politico utile alla salvaguardia e al consolidamento della democrazia. Mi rendo conto, per&amp;ograve;, che &amp;egrave; difficile formulare una simile teoria.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Per quanto &amp;egrave; dato sapere, De Gasperi non era pregiudizialmente contrario a un&#039;alleanza con il partito socialista, n&amp;eacute; con quello comunista. Con essi, per una breve e intensa fase, fece parte dello stesso governo. Come abbiamo visto, quando ruppe il tripartito lo fece solo per questioni inerenti all&#039;equilibrio internazionale. La fermezza dei principi non equivaleva, nella personalit&amp;agrave; di De Gasperi, a una preclusione di tipo ideologico. Poteva immaginare sviluppi futuri, ma non commetteva l&#039;errore di bruciare i tempi. La gradualit&amp;agrave;, o se vogliamo il realismo, era un tratto indelebile della politica degasperiana.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Un tratto che si &amp;egrave; riverberato, successivamente, nello stile di governo della classe dirigente democristiana. Non &amp;egrave; cos&amp;igrave;? &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;S&amp;igrave;, &amp;egrave; proprio cos&amp;igrave;. Anche se, nei miei giovanili approcci politici, provavo un senso di fastidio per quelli che ai miei occhi apparivano come ritardi ingiustificati. &lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Mi viene in mente che quando ero segretario provinciale non capivo perch&amp;eacute; non si potesse realizzare in tempi stretti l&#039;alleanza con i socialisti. Nel corso di un&#039;assemblea, attaccai Moro per l&#039;eccessiva lentezza che caratterizzava l&#039;azione della sua segreteria politica. Bene, dopo poco mi mand&amp;ograve; a chiamare e mi diede una indimenticabile lezione di politica. Il suo ragionamento fu diretto a dimostrare che, perch&amp;eacute; certe alleanze potessero essere fatte, si dovevano realizzare tre condizioni principali. In primo luogo, sul piano della politica internazionale si doveva spiegare agli alleati che l&#039;accordo con i socialisti non avrebbe modificato la posizione del nostro Paese nel contesto occidentale. Aggiunse che questa era, tutto sommato, una cosa abbastanza semplice perch&amp;eacute; gi&amp;agrave; aveva chiesto ai socialisti di accettare il rispetto degli accordi politico-militari. In secondo luogo, era necessario spiegare al mondo cattolico che l&#039;ispirazione cristiana della Dc non sarebbe venuta meno. Osserv&amp;ograve; che questo tentativo avrebbe comportato una fatica maggiore, perch&amp;eacute; &quot;ci sono alcuni che capiscono e altri no, quindi sta nella nostra capacit&amp;agrave;.&lt;/P&gt;</description>
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      <author>http://www.ilpopolo.com/</author>
      <authorEmail>ilpopolo@ilpopolo.com</authorEmail>
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      <title>Pagina 1</title>
      <description>&lt;P&gt;&quot;La coalizione&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;&amp;egrave; l&#039;invenzione degasperiana&quot;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Intervista a Ciriaco De Mita&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Nel corso della Festa della Margherita romana, nei giardini di Piazza Cavour, la sera del 14 luglio si &amp;egrave; tenuto un incontro con Ciriaco De Mita su &quot;Alcide De Gasperi - Il senso dello Stato, la cultura delle alleanze&quot;. Moderato dal direttore della nostra rivista, Lucio D&#039;Ubaldo, il confronto ha permesso di estrapolare, successivamente, l&#039;intervista che sottoponiamo all&#039;attenzione dei lettori.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Su De Gasperi molto, moltissimo si &amp;egrave; detto e scritto. Ci&amp;ograve; nonostante, ancora si avverte il bisogno di tornare a riflettere su quanto egli ha fatto per il Paese, ponendo innanzi tutto in evidenza la sua alta concezione dello Stato e della politica.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Al tempo stesso &amp;egrave; lecito chiedersi se valga la pena tentare di approfondire la conoscenza di una figura indubbiamente centrale nella storia recente del nostro Paese, ma che forse i giovani cominciano a sentire lontana dal loro modo di sentire e di vivere, quasi un personaggio illustre della nostra storia e, per questo, relegabile oramai nel recinto della memoria e del passato. &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;In altre parole, possiamo giudicare ancora attuale il messaggio di De Gasperi? L&#039;eredit&amp;agrave; intellettuale che ci ha lasciata rappresenta ancora oggi un punto di riferimento cui &amp;egrave; possibile fare ricorso?&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Certo, quando si parla di De Gasperi non si pu&amp;ograve; evitare di riconoscergli il ruolo fondamentale che ha ricoperto nella nostra storia, in anni che lo hanno visto agire da autentico protagonista. Rivolgendomi ai giovani in particolare, vorrei sottolineare come ci sia stata pi&amp;ugrave; rivoluzione nel periodo breve degasperiano, che non nelle fasi successive della nostra storia politica. Fu la stessa Nilde Jotti, all&#039;epoca in cui era presidente della Camera, a riconoscere il particolare carattere di quegli anni e non ho dubbi che il suo giudizio potesse estendersi alla figura stessa di De Gasperi, anche perch&amp;eacute; il suo fu indubbiamente il governo pi&amp;ugrave; importante della storia della repubblica italiana.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;A questo proposito, debbo rilevare che ho sempre diffidato di quella tendenza, molto diffusa in verit&amp;agrave;, che si limita ad una lettura semplificata della lunga crisi politica della cosiddetta &quot;prima repubblica&quot;. Bench&amp;eacute; vada combattuto ogni atteggiamento nostalgico, &amp;egrave; tuttavia evidente che questa &quot;seconda repubblica&quot; &amp;egrave; entrata in crisi molto pi&amp;ugrave; in fretta della &quot;prima&quot;. &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;La storia della Democrazia cristiana non pu&amp;ograve; prescindere da De Gasperi - e a lui vorrei associare Aldo Moro - per la sensibilit&amp;agrave; e l&#039;attenzione costantemente rivolte alla costruzione degli equilibri politici pi&amp;ugrave; adeguati alle necessit&amp;agrave; del momento. Ora, la grande differenza tra De Gasperi e Moro, da una parte, e gli uomini politici di oggi dall&#039;altra, &amp;egrave; che i primi riuscirono a realizzare un equilibrio politico complessivo, contemplando e riconoscendo forze che convergevano verso la maggioranza, come pure forze che ad essa dichiaravano di opporsi. Non si dava spazio, in altri termini, a quella tentazione omologante che caratterizza la situazione politica in cui ci troviamo oggi. &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Sono convinto, del resto, che De Gasperi sia stato un autentico innovatore sul piano istituzionale. Infatti, pur avendo segu&amp;igrave;to un modello di governo parlamentare analogo alla IV Repubblica francese, riusc&amp;igrave; a risolvere il problema della maggioranza di governo attraverso un limpido e forte processo politico. Ide&amp;ograve; cos&amp;igrave; la coalizione come libera associazione di forze tra loro non assimilabili, anzi con livelli di radicale diversit&amp;agrave; dal punto di vista culturale o prettamente ideologico. Quelli erano anni in cui i socialdemocratici erano marxisti, i repubblicani laici. Ma non laici come siamo adesso noi, ma piuttosto laicisti. Anzi, per essere pi&amp;ugrave; espliciti, erano addirittura... massoni.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Tutte queste differenze, anche sostanziali, non impedirono l&#039;esistenza della coalizione. Non la forzatura di una federazione, per stare al dibattito odierno, dove tutti pensano insieme e in conclusione non pensano affatto! De Gasperi, invece, sollecit&amp;ograve; l&#039;adesione dei partiti democratici e li mise insieme attorno a un programma politico che, a tutti gli effetti, rappresent&amp;ograve; l&#039;avvio della democrazia del nostro Paese, come lo stesso D&#039;Alema ebbe a riconoscere in occasione di un congresso del Partito popolare.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Insomma, quando diede vita alla coalizione di centro-sinistra, De Gasperi concep&amp;igrave; un equilibrio politico fondato sui partiti disposti ad accettare le regole della democrazia e il rispetto delle libert&amp;agrave;. Scelta come soluzione di politica interna, la formula fu applicata con successo anche in politica estera, con la ricerca e la realizzazione di una politica di collaborazione tra i vari Paesi a governo democratico.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Proviamo invece ad esaminare i rapporti tra Sturzo e De Gasperi. Come valuta nella storia democratica del nostro Paese il contributo di questi due grandi protagonisti del cattolicesimo politico?&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Sono figure molto diverse, istituire un confronto serve a poco. Eppure &amp;egrave; fiorito in passato, e tuttora sembra riproporsi, un dibattito se sia pi&amp;ugrave; grande Sturzo o De Gasperi. In realt&amp;agrave;, Sturzo non si pose il problema dell&#039;equilibrio politico. Volendo rispondere alla domanda di novit&amp;agrave; che cominciava a scuotere l&#039;Italia, egli si prefisse l&#039;obiettivo di trasformare la societ&amp;agrave; italiana. Concep&amp;igrave; quindi la &quot;cultura popolare&quot; in contrapposizione dialettica con quella del socialismo. A differenza della posizione socialista, il popolarismo enuncia e difende la tesi secondo cui la libert&amp;agrave; non pu&amp;ograve; che essere ispirata dal cristianesimo. Sturzo rifiuta la lotta di classe come mezzo per risolvere i contrasti sociali e di conseguenza ipotizza, come schema alternativo, l&#039;interclassismo. &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Ma la straordinaria novit&amp;agrave; sturziana, in seguito raccolta dalla Democrazia cristiana, consiste in una concezione della politica internazionale che appare in netto contrasto con la tradizionale e abusata linea di condotta italiana, essenzialmente incentrata sullo sfruttamento delle convenienze. Potrei dire che si trattava di un atteggiamento non molto diverso da quello riproposto in questi ultimi anni da Berlusconi, il quale sceglie l&#039;alleato che conta di pi&amp;ugrave; - e cio&amp;egrave; l&#039;America - senza peraltro che il nostro Paese possa trarre il bench&amp;eacute; minimo giovamento da questa alleanza. Una visione tanto miope comportava come conseguenza che, quando le alleanze con i potenti non avvantaggiavano la situazione della piccola Italia, si mutava linea e collocazione con estrema disinvoltura.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;La grande intuizione della lezione sturziana, poi fatta propria dallo stesso De Gasperi, riguard&amp;ograve; la fatica d&#039;individuare i contorni di un contesto internazionale in cui collocare stabilmente i legittimi interessi nazionali, vincolando a questo quadro le scelte fondamentali di politica interna. Detto per inciso, se avessimo avuto allora la classe dirigente di oggi, l&#039;adesione al Patto Atlantico non ci sarebbe mai stata! In quegli anni, De Gasperi riusc&amp;igrave; a gettare le basi per quegli equilibri internazionali che tuttora consideriamo validi e, con grande lungimiranza, riusc&amp;igrave; a conferire al nostro Paese una dimensione appropriata nello schieramento internazionale. Adesso ci perdiamo in mille meandri sulle risoluzioni dell&#039;Onu, sulla loro validit&amp;agrave; e sulla loro operativit&amp;agrave;, come se fossimo dei notai e non degli operatori politici che anticipano o concorrono ad anticipare le soluzioni ritenute pi&amp;ugrave; giuste. &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;In pi&amp;ugrave;, come prima ricordato, De Gasperi cap&amp;igrave; che era necessario creare un equilibrio di forze in grado di sostenere l&#039;espressione viva e concreta della democrazia rappresentativa, dove non fosse tanto importante l&#039;accettazione di un modello uniforme, quanto la volont&amp;agrave; di concorrere alla comune gestione dell&#039;alleanza di governo.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;No, non credo che la lezione degasperiana sia datata. Sono convinto invece che sia ancora attuale, perch&amp;eacute; gli equilibri politici non si costruiscono su obiettivi ideali astratti, ma in vista di un governo possibile della cosa pubblica. &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Quale lezione si potrebbe trarre oggi? La prima &amp;egrave; che ci troviamo pur sempre di fronte alla necessit&amp;agrave; di costruire una &quot;vera&quot; coalizione. La realt&amp;agrave; politica italiana non fa riferimento ad una condizione di bipartitismo del tipo di quella inglese o americana. In Italia, ci troviamo di fronte ad un pluralismo politico diffuso, cosa che secondo me non &amp;egrave; tanto una difficolt&amp;agrave;, quanto una ricchezza, perch&amp;eacute; il pluralismo politico &amp;egrave; garanzia di crescita della democrazia e della libert&amp;agrave;.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Alle difficolt&amp;agrave;, De Gasperi non rispose con la scelta di una federazione dove fosse uno a comandare e tutti gli altri ad obbedire, ma guid&amp;ograve; la coalizione nel pieno rispetto degli alleati. Il paradosso &amp;egrave; che la coalizione centrista, sebbene stabile nelle sue ragioni di fondo, di volta in volta ha conosciuto governi che subivano la diserzione di una delle componenti del quadripartito. L&#039;unico a rimanere sempre alleato della Dc fu il Partito repubblicano.&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Diciamo che l&#039;alleanza centrista rimase in piedi per tutto il periodo cha va dal 1948 al 1953, realizzando le condizioni per la crescita e lo sviluppo della democrazia. Dopo le elezioni del 7 giugno del 1953 ci si trov&amp;ograve; di fronte a una sostanziale divisione della classe dirigente, tra chi voleva un immediato ritorno alle urne e chi proponeva l&#039;allestimento di una nuova e plausibile alleanza di governo. In Parlamento furono tentati approcci per un arrivare a un accordo con il Partito monarchico, e il governo cadde. Moro rilev&amp;ograve; come gli esiti di quel turno elettorale fossero da valutare in modo positivo, perch&amp;eacute; da un lato lasciavano intravedere l&#039;apprezzamento per i risultati conseguiti dal governo, dall&#039;altro rappresentavano comunque una sollecitazione indirizzata ai partiti di governo perch&amp;eacute; tenessero conto delle nuove spinte provenienti dalla societ&amp;agrave; italiana.&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;In quel contesto, ci si poteva irrigidire nelle formule sperimentate o nei parametri di comportamento acquisiti: non fu cos&amp;igrave;, anche per merito di De Gasperi, e grazie a un profondo rinnovamento di strategia politica la Dc fu in grado di preservare e rilanciare la propria funzione centrale.&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Come valuta la posizione della Chiesa in quegli anni?&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;I rapporti tra la Chiesa e il mondo politico italiano non erano certo quelli che si sarebbero realizzati a partire da papa Giovanni XXIII in avanti! Allora erano caratterizzati, diciamo cos&amp;igrave;, da una certa insistenza nella pretesa ecclesiastica di condizionare la politica e, pi&amp;ugrave; direttamente, il partito d&#039;ispirazione cristiana. &lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;De Gasperi decise, piuttosto, di ancorare l&#039;iniziativa della Dc al rispetto della laicit&amp;agrave; dello Stato e della politica. Fu una decisione di grande coraggio e, ancora una volta, di grande novit&amp;agrave;. Bisogna infatti tener presente il contesto politico di quegli anni, quando le valenze ideologiche erano di cos&amp;igrave; grande importanza per l&#039;azione di un credente. E De Gasperi stesso era un vero credente: democristiano... e credente! Senza mai tradire la ragioni della fede, impose a s&amp;eacute; e agli altri l&#039;adesione all&#039;idea moderna di autonomia della politica. &lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Sono sempre stato colpito dal fatto che, quantunque De Gasperi non fosse sturziano in senso stretto, venendo dopo la Grande Guerra in Italia, scelse senza indugio di aderire al Partito popolare. Per formazione e cultura, egli non apparteneva a quell&#039;ambiente intellettuale e politico, prevalentemente meridionale, che costituiva l&#039;ossatura del partito. Subito, per&amp;ograve;, acquis&amp;igrave; ruoli di assoluto rilievo e prestigio. Trentino di nascita e asburgico di educazione, ebbe forse per questo la forza di portare al pi&amp;ugrave; alto grado di coerenza la professione di laicit&amp;agrave; nell&#039;impegno politico. Di fatto, assumendo nel 47 la guida del Paese, riusc&amp;igrave; a risolvere la grande controversia che aveva tormentato il nostro Paese dalla fase risorgimentale in poi. &lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Con De Gasperi, la rivendicazione della laicit&amp;agrave; non fu pi&amp;ugrave; interpretata come una forma di anticlericalismo, ma piuttosto come una differenziazione di ruoli, grazie alla quale l&#039;ambito della fede non poteva e non doveva esercitare pi&amp;ugrave; un indebito condizionamento su quello della politica. Sicch&amp;eacute;, a completamento di questo, l&#039;ispirazione religiosa della libert&amp;agrave; fu un&#039;altra, grandiosa intuizione dello statista trentino, in un momento in cui altre culture affidavano alla dimensione economica il compito di realizzare una nuova e pi&amp;ugrave; alta condizione di libert&amp;agrave; per l&#039;uomo. &lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Il &quot;laico&quot; De Gasperi, in effetti, &amp;egrave; l&#039;uomo che avvia il superamento degli storici steccati. Ma a lui si deve, per l&#039;evidente eccezionalit&amp;agrave; della fase storica in cui avanza la sua proposta di governo, la costruzione nell&#039;immediato secondo dopoguerra dell&#039;unit&amp;agrave; politica dei cattolici. C&#039;&amp;egrave; quindi un apparente arretramento rispetto a Sturzo, ovvero alla linea del partito aconfessionale &quot;di cattolici&quot;. Nel contempo, un testimone autorevole come Adriano Ossicini attesta il fatto che De Gasperi, ormai giunto al tramonto della sua esperienza politica, coglie nella prospettiva dell&#039;esaurimento della Guerrra Fredda le ragioni della fine della Democrazia cristiana, prevedendo una scissione tra un partito pi&amp;ugrave; avanzato di sinistra ed un partito pi&amp;ugrave; conservatore di destra. Evento al quale Moro, per altro, non si sarebbe rassegnato mai. In definitiva, sembra che De Gasperi sia al contempo pi&amp;ugrave; avanzato e pi&amp;ugrave; arretrato, se posto a confronto con altre figure della vicenda cattolico democratica.&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;No, questa linea interpretativa non la condivido. È vero che Sturzo non fa il partito dei cattolici, ma un partito d&#039;ispirazione...&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;[&lt;A href=&quot;http://www.ilpopolo.com/vis_dettaglio.php?primo_livello=menu&amp;id_livello=233&quot;&gt;continua a pag. 2&lt;/A&gt;]&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;</description>
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